• Elisabetta Favaron

Cultura | Il punto sui fondi pubblici in programma





La pandemia sembra averci lasciato nell'ambito dei finanziamenti alla cultura soltanto parole, lanciate come biglie in un immaginario labirinto dove all’ingresso c’è l’insegna “Cultura” e all’uscita “Sostegni”. Nel mezzo tutto un mondo popolato da termini come resilienza, fondo cultura, recovery, vedendo bandi e finanziamenti che si aprono, chiudono, si riaprono… e così via. Argomenti che si sovrappongono, si intersecano, si perdono nella rapidità con cui vengono trattati e resi noti. E allora fare il punto diventa quanto mai utile e necessario.

Già, perchè padroneggiare un po’ la materia è fondamentale per gli enti culturali (pubblici e privati) almeno per due motivi:

1) garantirsi l’accesso ai contributi vòlti a sostenere le difficoltà economiche dovute all’inattività di questi mesi;

2) guardare al futuro e agire sulla programmazione, per essere pronti a rispondere con sollecitudine agli orientamenti delle politiche culturali italiane ed europee.


Importante allora inquadrare la materia normativa e i termini, perchè, per quanto la questione possa essere farraginosa e poco stimolante per un settore di sua natura rivolto al creatività e alle arti, non è più possibile guardare altrove, pensando di non essere coinvolti nelle politiche culturali nazionali ed europee, o che le risorse economiche messe in campo arriveranno senza uno sforzo degli operatori del settore a rivedere le proprie logiche di approccio alle realtà erogative.

Ecco quindi una breve e semplice checklist sulle principali linee di finanziamento previste per la Cultura nel prossimo periodo da conoscere.


NEXT GENERATION EU

Per contribuire a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di coronavirus, la Commissione Europea, il Parlamento europeo e i leader dell’UE hanno concordato un piano di ripresa che aiuterà l’Unione Europea ad uscire dalla crisi e getterà le basi per un’Europa più moderna e sostenibile.

Tutto ciò costituisce il Piano di recupero (Recovery Plan) dell’UE che associa i fondi che gli Stati membri metteranno nel “Bilancio a lungo termine” (2021-2027) con l’iniziativa NextGenerationEU (in Italia meglio e banalmente noto come Recovery Fund).

NextGenerationEU avrà a disposizione 750 miliardi di fondi in sette anni di cui: 390 mld € di sovvenzioni e 360 mld € di prestiti. I capitali verranno raccolti sui mercati finanziari, i prestiti andranno restituiti entro il 2058. L’Italia ha avuto accesso a una quota pari a 209 miliardi, circa il 27,8% dell’intero importo.

La prima erogazione di fondi è prevista verso luglio, con lo sblocco di una quota pari al 13% dei fondi totali. Entro il 30 aprile scorso, gli Stati membri UE hanno inviato alla Commissione il proprio piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR): un documento che illustra nel dettaglio le azioni da intraprendere con i soldi in arrivo da Bruxelles. Ed è qui fanno il loro ingresso le scelte governative e il Ministero della Cultura.

PNNR per la Cultura

Ciascuno Ministero è stato dunque chiamato a proporre un piano di interventi da inserire all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le principali linee di azione delineate nell’ambito del PNRR concernenti la Cultura sono incluse nella terza componente della Missione 1, che è interamente dedicata a Turismo e Cultura 4.0, due dei settori più colpiti dalla pandemia. In estrema sintesi, alla Cultura si destineranno 6,675 miliardi di euro per incrementare il livello di attrattività del sistema turistico e culturale del Paese attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, materiali e immateriali.

Gli investimenti previsti per la Cultura ammontano nel complesso a 4,275 miliardi di euro a cui si sommano nel cosiddetto “Fondo Complementare” gli investimenti del Piano Strategico Grandi attrattori culturali, per 1,460 miliardi di euro, finalizzati al finanziamento di 14 interventi di tutela, valorizzazione e promozione culturale. Forte rimando a tutto l’ambito della digitalizzazione, dell’efficientamento energetico e dell’accessibilità dei luoghi di cultura pubblici e privati; ai piccoli siti culturali e al patrimonio culturale religioso e rurale, alla sicurezza sismica; alle industrie culturali e creative. Su 209 miliardi certamente qualcosa di più alla “Grande Bellezza” si poteva destinare, ma speriamo che, sommati ad altri provvedimenti, possano significare una boccata d’ossigeno e una opportunità di crescita per il settore. Dunque attenzione ai prossimi mesi per le prime risorse e i bandi che usciranno.


Europa Creativa

Il Parlamento Europeo ha adottato negli scorsi giorni il nuovo programma culturale Europa Creativa per il periodo 2021-2027, con il più grande impegno finanziario mai mobilitato dall'Ue per i settori culturali e creativi.

Il nuovo programma ha un budget quasi raddoppiato rispetto all'esercizio precedente (2014-2020), e investirà 2,5 miliardi di euro nei settori culturali e creativi dell'Unione Europea.

I focus dell’attività sono due: la salvaguardia, lo sviluppo e la promozione della cooperazione europea sulla diversità e il patrimonio culturale; l’aumento della competitività e del potenziale economico dei settori culturali e creativi, in particolare il settore audiovisivo.


Decreto Rilancio e Fondo per la cultura

Se avevate già messo in soffitta il Decreto Rilancio (Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34), è arrivato il momento di recuperarlo. Al suo interno sta infatti l’art.184 – Fondo per la cultura che ha previsto una dotazione di 50 milioni di euro finalizzata alla promozione, investimenti e supporto per la tutela, la conservazione e il restauro del patrimonio culturale.

A fine 2020 sono state rese note in un atto congiunto MiC-MEF le modalità e condizioni di funzionamento del fondo e un primo (ostico) pacchetto procedurale ha delineato che 30 milioni di euro saranno gestiti dal MiC e 20 milioni di euro dall’ICS – Istituto di Credito Sportivo. Nel corso di maggio 2021 sono usciti i primi 2 bandi (rispettivamente al MiC e all’ICS) per l’assegnazione di un primo plafond di risorse.


Decreto Ristori

Il Decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 recante “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19” fa parte insieme ai precedenti decreti del 2020 e al cosiddetto Decreto Semplificazioni in discussione al Parlamento in questi giorni del gruppo di misure emergenziali a sostegno del lavoro e degli operatori economici, compresi quelli nella Cultura. Il Decreto Ristori ha previsto un fondo di dotazione di ulteriori 1 miliardo a sostegno degli istituti, delle imprese e dei lavoratori della cultura. Bisognerà dunque monitorare l’uscita prossimamente degli alert per presentare eventuali richieste.


Legge di Bilancio 2021

Entrare nel merito delle risorse economiche della Manovra di Bilancio 2021 approvata a fine 2020 è decisamente più complesso, ma basti qui sapere che sono diverse le misure che interessano la cultura e fanno capo ovviamente al Ministero della Cultura, che ha già cominciato a mettere a bando in questi primi mesi: un fondo per le imprese culturali e creative, il sostegno ai festival, ai cori, alla musica jazz, la digitalizzazione dei “piccoli musei”. Nei prossimi mesi altre economie verranno erogate attraverso bandi.


Ci sono insomma, affiancati ai contributi pubblici già esistenti e nonostante la frammentarietà e le specificità di queste linee contributive, diverse opportunità che gli enti culturali possono approfondire, studiare e attraverso le quali possono progettare e programmare per ripartire e, perché no, per ripensarsi e avviare nuove forme di collaborazione condivisa.


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