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  • Immagine del redattoreElisabetta Favaron

5x1000 – Una firma per la Cultura | È il momento degli enti


Il 5 per mille è il meccanismo che dal 2006 permette ai contribuenti (persone fisiche) di destinare, a favore di determinati soggetti giuridici (beneficiari), una parte delle imposte comunque dovute sui redditi prodotti nell’anno precedente. Il 5 per mille non è una imposta aggiuntiva ed è complementare (ossia si aggiunge) all’opzione dell’8 per mille e del 2 per mille. Gli enti non-profit che vogliono risultare beneficiari devono iscriversi agli elenchi permanenti del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali e anche di altri ministeri a seconda della finalità.

 

Tra questi, figura dal 2016 anche il Ministero della Cultura (MiC), che con Direttiva del 24 gennaio scorso ha informato che è possibile presentare entro il 28 febbraio per via telematica la richiesta di iscrizione all’elenco presso il MiC che dà diritto all’ammissione del riparto della quota 5 per mille per l’anno finanziario 2024.

 

Così data, l’informazione non è di quelle che suscita particolare interesse, ma dovrebbe essere presa davvero in maggiore considerazione da parte di alcune categorie di enti senza scopo di lucro e del terzo settore che si occupano di cultura come opportunità di fundraising e sostenibilità del proprio ente.

Infatti, non molte organizzazioni attive nell’ambito dei beni culturali e paesaggistici sanno di poter richiedere l’iscrizione all’elenco del MiC, mantenendo ad oggi soltanto l’iscrizione come enti del terzo settore iscritti al RUNTS e onlus. Gli ultimi dati del MiC e dell’Agenzia delle Entrate resi noti a giugno 2023 e relativi alla distribuzione del 5 per mille dell’anno finanziario 2022 segnalano un complessivo di 160 realtà (pubbliche e private senza scopo di lucro) iscritte all’elenco del MiC e complessivamente beneficiarie di oltre 2,3 milioni di euro; a queste se ne sono aggiunte altre 17 per il 2023.

Nel 2018 a ripartirsi il 5 per mille per l’a.f. 2017 erano 94 per un importo destinato di poco meno di 1,7 milioni di euro. Numeri dunque in costante crescita, sia tra le iscrizioni degli enti che tra le preferenze dei cittadini.

 

Ciò che vale la pena porre in evidenza è che le realtà già iscritte negli elenchi ETS presso il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali (e che quindi indirizzano i propri sostenitori ad apporre la firma sul primo riquadro “Sostegno agli enti del terzo settore iscritti al RUNTS …e onlus iscritte all’anagrafe”) possono accreditarsi anche presso il Ministero della Cultura nella categoria “Finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici …”. Pertanto, una categoria non esclude l’altra; il cittadino dovrà tuttavia firmare una sola delle due categorie, non entrambe (la preferenza risulterebbe nulla e il suo 5 per mille finirebbe tra le scelte generiche e ripartita tra tutti gli enti beneficiari).



 

Ma quali requisiti devono rispettare i soggetti senza finalità di lucro per essere ammessi a riparto presso il MiC? Innanzitutto, essere legalmente riconosciuti, quindi avere personalità giuridica; inoltre, tra le proprie finalità, definite per legge o statuto, svolgere attività di tutela, promozione o valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici così come definiti dal Dlg 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio; infine dimostrare di operare in tale campo da almeno 5 anni.


Ma quali sono i vantaggi di questa scelta per le organizzazioni culturali? Per saperne di più o se il vostro ente ha i requisiti di accesso, contatta La Bottega del Fundraising a questo link per informazioni e affiancamento.

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